venerdì 12 aprile 2013

I pirati – Charles Vane




Nome: Charles
Cognome: Vane
Nazionalità: Inglese
Anno di nascita 1680
Annodi morte:23 marzo 1720 (Port Royal – impiccagione)
Anni di attività: dal 1716 al 1720


Di Charles Vane sappiamo che si trovava nell’isola di Providence il giorno in cui il governatore, ex corsaro, Woodes Rogers arrivò con le sue navi da guerra e con in tasca il perdono reale di Re Giorgio.
Vane pensò bene di tagliare la corda non appena vide all’orizzonte il profilo minaccioso delle navi da guerra, Diede ordine di incendiare una nave catturata nel porto, spiegò la sua bandiera al vento e si diede alla fuga sparando contro una delle navi di Rogers.
Fu quindi uno dei pochi pirati a rifiutare quella grossa opportunità rappresentata dal perdono di Re Giorgio.
Un paio di giorni dopo assaltò una corvetta di Barbados, che tenne come nave di conserva mettendoci su venticinque uomini e affidando il comando a Yeats . Altri due giorni e Vane si procurò un’altra nave la Jhon and Elizabeth, piena di dollari spagnoli.
Dopo la proficua caccia, si ritirò su un isolotto per carenare gli scafi, dividersi il bottino e darsi a una tipica festa piratesca!
Da maggio ad agosto del 1718 fu in piena attività: assaltò e diede alle fiamme una corvetta spagnola, una di San Cristopher e Anguilla, più vari e bastimenti e navi che saccheggiò solamente, lasciandole poi proseguire per la loro rotta.
A fine agosto, al largo della Carolina del Sud, catturò una nave di Ispeich, piena zeppa di legno da campeggio. Del bottino non se ne faceva niente, ma della nave sì. Ordinò perciò ai prigionieri di scaricarla ma a metà del lavoro, cambiò idea e il capitano della nave si rivide consegnare il suo veliero, ma, ahimè, parte del suo carico era ormai in fondo all’oceano!
Dopo aver catturato altre navi, ecco scoppiare il malcontento tra Vane e il capitano Yeats. Vane reputava Yeats solo un suo subordinato, tanto da far risvegliare l’orgoglio di Yeats e del suo equipaggio che pensarono bene di complottare ai danni di Vane
Due scelte davanti agli ammutinati: accettare il perdono reale o mettersi in proprio.
Due giorni dopo, Yeats, al calare della sera, tagliò gli ormeggi e iniziò la sua fuga, scatenando l’ira di Vane.
Yeats corse a Charles Town dove, dopo essersi messo in contatto con il governatore, ottenne il perdono.
Vane, furibondo, incrociò al largo di Charles Town, senza riuscire a mettere le mani sul traditore, ma solo su un paio di navi provenienti dal porto.
Intanto, il governatore della Carolina decise di sguinzagliare il colonnello Rehtt a caccia di una nave pirata capitanata da un tale maggiore Bonnet, che fu avvistata dalle parte del fiume Cape Fear. Rehtt si imbattè, durante la sua caccia, in una nave appena saccheggiata da Vane, e dai malcapitati apprese che Vane si era fermato in uno dei fiumi a sud per carenare lo scafo. Rehtt invertì perciò la rotta, deciso a mettere le mani anche su Vane, non sapendo di cascare così, in pieno nella trappola del capitano pirata che aveva messo apposta in giro la voce che lo voleva a Sud. Rehtt pattugliò inutilmente e dovette tornarsene alla sua vecchia missione, concludendola con l’arresto del capitano Bonnet.
Vane, intanto, se l’era filata al Nord, dove incontrò Barbanera e con il quale si fermò qualche tempo per festeggiare con lui e fare qualche succulento colpo insieme.
Lasciato il collega, Vane riprese la sua attività e un giorno decise di attaccare una bella nave, dall’aria succulenta, convinto che all’esposizione della sua temibile bandiera nera, la nave si sarebbe arresa, fu una vera delusione scoprire che aveva appena attaccato una nave da guerra francese, decisamente al di fuori della sua portata. Decise così di girare la prua e fuggire il prima possibile dai bellicosi francesi che già avevano preso a bersagliare la sua nave.
Ma i francesi non mollarono e li inseguirono..
La ciurma di Vane si divise, così, in due fronti
Quello di Vane, che voleva darsela a gambe il prima possibile e quello del quartiermastro John Rackam, che sosteneva invece di dover affrontare i francesi a viso aperto.
Alla fine Vnae si appellò alla propria autorità. (in caso di fuga, battaglia o inseguimento, la parola del capitano non poteva mai essere messa in discussione) decidendo di darsela a gambe.
Ma appena il veliero francese scomparve, la decisione di Vane fu messa al voto con un risultato del tutto inaspettato!
La ciurma considerò Vane codardo, deposto dal grado di capitano e scacciato dalla compagnia, insieme a tutti coloro che avevano sostenuto la via della fuga.
Fu consegnata a Vane e agli altri diseredatati una corvetta con delle provviste.
Inutile dire che al suo posto fu eletto Rackam…. Ma questa è un’altra storia.
Vane non si perse d’animo, acconciò la sua corvetta e ripartì all’attacco.
Fece diversi colpi, catturando un’altra corvetta che affidò a Deal, un suo uomo.
Ma incapparono in un tornado che li separò facendo naufragare Vane su un’isola, dove riuscì a sopravvivere per qualche tempo.
Un giorno arrivò sul l’isola una nave giamaicana al comando di un tale Holford. Vane pensò che fosse arrivata la salvezza! Holford era un suo vecchio amico bucaniere e si affrettò a chiedergli un passaggio, ma quello, conoscendo il carattere di Vane, e prediligendo ormai una vita tranquilla, glielo rifiutò, dicendogli queste parole “ Charles, non mi fido a portarti a bordo se non come prigioniero, perché altrimenti complotteresti con il mio equipaggio, mi daresti una botta fra capo e collo e te ne andresti a pirateggiare con la mia nave!
A nulla servirono i continui giuramenti di Vane, Holford lo lasciò sull’isola e anzi, lo avvertì pure che se lo avrebbe ritrovato, al suo ritorno, ancora lì ,lo avrebbe consegnato alle autorità!
Vane protestò che non aveva modo di andarsene, l’altro gli consigliò di prendere una barca dell’ isola, Vane rimase perplesso all’idea di rubare una barca ai pescatori e Holford lo congedò così “Ne fai una questione di coscienza? Rubare una barca da pesca? Quando sei stato un pubblico ladrone e pirata? Predatore di nave e carichi, di chiunque ti venisse alle mani? Resta qui e crepa, maledizione, se sei tanto schifiltoso!”
Qualche giorno dopo Holford, fece scalo un’altra nave inglese, questa volta Vane, essendo del tutto sconosciuto, ottenne il passaggio, ma il destino volle che il capitano della nave su cui Vane era imbarcato, incontrasse la nave di Holford ed essendo amici si fermasse a cenare insieme a lui. Holford passò sulla nave dell’altro e riconobbe subito Vane, mise a parte il capitano amico di aver arruolato una canaglia e l’altro accettò di catturarlo e di portarlo a Port Royal, dove, dopo il processo, venne impiccato a Gallows Point il 23 marzo del 1720.


Charles Vane è il primo pirata che compare nella mia storia. Per esigenze di spazio, ho semplificato la faccenda, dicendo che a catturarlo era stato Rehtt e, in parte, l’ho un po’ riabilitato, facendogli fare la figura del capitano che, catturato con la sua ciurma, muore con dignità.
Quando invece come avete visto, si è fatto cacciare a pedate dai suoi! Ma d’altronde mi sono divertita ad inserire personaggi realmente esisti, stravolgendo le loro storie vere, per inserirle nella mia !


Fania

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