mercoledì 2 settembre 2015

#ioleggoilromanzostorico - Le Volte di Edimburgo




Edimburgo è una città carica di fascino e merita di essere visitata almeno una volta nella vita, per godere della suggestiva visione che offre Castle Rock, il principale dei sette colli su cui è stata costruita  e perdersi nei numerosi avvenimenti storici di cui è stata teatro.

La Old Town, la città vecchia, è separata dalla parte "nuova" da Princes Street e dai suoi giardini. 
La città vecchia conserva la sua struttura medievale, con gli antichi edifici risalenti al periodo della riforma protestante che si affacciano sulla famosissima "Royal Mile", un rettilineo che attraversa tutto il borgo e che unisce il Castello di Edimburgo con il palazzo di Holyrood.
Su questa via si affacciano edifici di notevole interesse storico, come la Cattedrale di Sant'Egidio.

In questo approfondimento, tuttavia, non parleremo di ciò che c'è in superficie ma di quello che invece si nasconde nel sottosuolo.

Nel diciottesimo secolo Edimburgo era una città in piena espansione, così venne realizzato un ponte, il South Bridge, per permettere la costruzione di nuovi edifici e collegare la Old Town a Southside.

Il progetto, ideato nel 1775 venne portato a termine nel 1785. Il ponte fu realizzato su una struttura di diciannove archi che andavano a formare decine di "stanze" sotterranee.

Si pensò così di utilizzare anche questi ambienti, seppur chiusi e privi di finestre. Per oltre trent'anni, le volte del ponte Sud ospitarono botteghe e negozi di artigiani ma presto caddero in disuso, proprio a causa della completa mancanza di aria e di luce naturale.

Gli artigiani abbandonarono le volte, per lasciarle in mano alla delinquenza comune e ai più poveri della città. 
Le "stanze" divennero un luogo di perdizione. Nella penombra vennero commessi crimini e violenze, come nel caso dei Serial Killer irlandesi “Dynes" Burke e William Hare, che facevano ubriacare le persone più emarginate della città per poi rapirle, portarle nelle volte e ucciderle. 

Perché lo facevano? Per vendere i cadaveri alle università di medicina che li avrebbero usati per insegnare agli allievi. A quel tempo era proibito usare i cadaveri a scopo didattico e quindi si era creato un vero e proprio mercato, con bande organizzate che andavano a dissotterrare i corpi dai cimiteri. Burke e Hare avevano trovato un modo alternativo per sbaragliare la concorrenza.

La camera bianca, (quella più pericolosa delle volte, se credete a queste cose) fu invece teatro di un efferato omicidio. Una prostituta venne uccisa in maniera brutale e pare che il suo assassino non voglia in alcun modo abbandonare il luogo del crimine.
Entrandovi potreste, infatti sentire dei passi alle vostre spalle, oppure essere tirati e strattonati in malo modo. Molti che sono entrati in questa stanza, un volta a casa, si sono ritrovati  strani lividi sulle spalle. 
Pare che sia tutta opera di Mr. Boots, l'assassino della prostituta, chiamato così proprio perché manifesta la sua presenza con il suono degli stivali che rimbombano nelle volte.



Numerosi altri fantasmi popolano questi luoghi, una donna arrabbiata per la perdita del figlio, Jack, il bambino che prende per mano i visitatori e il calzolaio che non ha ancora smesso di lavorare nella sua bottega...

Che crediate o meno nel paranormale, vale la pena visitare questi luoghi carichi di storia e mistero.
Avete due alternative per farlo: di giorno alla luce del sole,  oppure aggregarsi a uno dei tour che partono nel cuore della notte...


Immaginate ora di scendere a 25 metri sottoterra, di seguire una guida incappucciata e armata solo di candela e di inoltrarvi in una serie di volte oscure, basse e umide. La candela disegnerà sulle pareti ombre dalle forme lugubri: ci vorrà un attimo per pensare di non essere soli e che vi siano ben altre presenze oltre al gruppo di turisti con il quale siete scesi...




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