Alla scoperta di Alexandre Dumas


Sul blog potrete seguire la mia rubrica dedicata alle opere di Alexandre Dumas. E' stato lo scrittore che mi ha fatto innamorare dell'avventura, dei duelli, degli intrighi e delle tresche amorose. D'Artagnan, Athos, Porthos e Aramis, sono personaggi che mi sono entrati nell'anima e che mi hanno accompagnato nella vita fin da piccola.

I tre moschettieri e il Conte di Montecristo sono in assoluto le opere di Dumas più conosciute e purtroppo sono anche i due unici volumi, accompagnati, a volte, da Vent'anni dopo e dal Visconte di Bragelonne che compaiono sugli scaffali delle librerie, anche se, ogni tanto compaiono negozi in cui fanno bella mostra titoli meno famosi. Eppure ha scritto una quantità enorme di volumi, in cui compare persino un libro di cucina. In questa sezione cercherò di recensire i volumi che sto pian piano collezionando sia in versione cartacea che in ebook.

Le mie recensioni:


Il ciclo dei moschettieri


I tre moschettieri


Vent'anni dopo


Di seguito riporto la dettagliata biografia tratta da Wikipedia.



Alexandre Dumas era figlio di un generale della Rivoluzione francese, il quale in seguito combatté al fianco di NapoleoneThomas Alexandre Davy de La Pailleterie, noto in Francia come "Général Dumas". Il generale era mulatto, in quanto figlio di un marchese francese e di una schiava "africana" di Haiti,detta la femme du mas (la donna della masseria); lo scrittore Dumas era quindi per un quarto di ascendenza "africana"[1]. Il "Général Dumas" era un uomo dal carattere fiero, coraggioso in battaglia, era soprannominato il Diavolo nero: il figlio Alexandre, essendo in disaccordo col proprio padre, ripudiò il suo cognome e assunse quello della madre (Dumas, appunto). Il padre, non approvando la politica imperialistica di Napoleone, glielo disse apertamente, fu di conseguenza imprigionato per insubordinazione. Liberato, fu scarcerato, ma, catturato dal re di Napoli Ferdinando I fu scarcerato per le cattive condizioni di salute dopo solo due anni.
Il generale morì malato (soffriva di cancro) e povero, quando suo figlio aveva solo tre anni e mezzo[2]: Alexandre fu quindi allevato dalla madre, Marie-Louise Elisabeth Labouret che gestiva un piccolo spaccio di tabacchi. I suoi studi non poterono essere molto approfonditi, data la penuria di denaro, ma molto presto il futuro scrittore manifestò uno spiccato interesse per la letteratura di ogni genere. Per penuria di denaro si mise a lavorare nell'Albergo del nonno materno, Charles Labouret, che si trovava sulla strada di Sissons. Qui Alexandre fu iniziato alla cucina. Nel 1823 Dumas si trasferì a Parigi, dove a 21 anni entrò al servizio del Duca di Orléans (che in seguito divenne Re dei Francesi) come copista, grazie alla sua buona calligrafia.
Nel luglio del 1824 da una relazione con Catherine Labay (una sarta) (1793-1868) nasce il figlio Alexandre Dumas fils.
Parallelamente iniziò a scrivere testi per il teatro e a proporli agli impresari e ai grandi attori dell'epoca. Il suo Henri III et sa cour (Enrico III e la sua corte), primo esempio di dramma romantico, fu rappresentato alla Comédie-Française nel 1829 e fu letteralmente acclamato dal pubblico; e lo stesso avvenne l'anno dopo con il dramma Christine. Dumas poté quindi abbandonare il suo impiego e divenne uno scrittore a tempo pieno. Dumas fu un autore eccezionalmente prolifico e per tutta la sua carriera ottenne uno straordinario successo di pubblico, sia nel genere del dramma romantico che in quello del romanzo storico, al quale si dedicò in seguito.
Una caricatura di Alexandre Dumas
Le sue tre opere letterarie più note, La Regina MargotI tre moschettieri e Il conte di Montecristo (anche se non si possono non citare almeno Vent'anni dopo e Il visconte di Bragelonne, continuazioni de I tre moschettieri), furono pubblicate a puntate sui giornali a partire dal 1844: la prima sulla rivista Le Siècle, la seconda sul Journal des débats. L'attesa dei lettori per l'uscita del capitolo successivo era febbrile, e Dumas, sapendolo, era abilissimo nel creare colpi di scena. Indubbiamente Dumas si può considerare il padre dei feulletons. Aveva anche uno stuolo di collaboratori che lo aiutavano a scrivere tra cui Gérard de Nerval[3]George Sand, sua amica, dice di lui: Il lui fallu des excès de vie pour renoveler cet énorme foyer de vie. ( Ricostruire...focolaio di vita) [4] .
Nel 1843 sposa Marguerite Ferrad in arte Ida Ferrier, un'attrice (1811-1859). La coppia visse come separata, ognuno faceva la sua vita. Nel 1844, Dumas acquistò un terreno a Marly-le-roi e fece costruire il "Castello di Montecristo", un edificio composito su ispirazione degli stili del Rinascimentobarocco e gotico, con annesso Château d'If, . Tra il 1846 e il 1847 fece costruire e inaugurare un proprio teatro, che chiamò il "Théâtre-Historique" (Teatro Storico). Questo spazio accolse le opere teatrali dei più grandi autori del passato: Shakespeare,GoetheCalderón de la BarcaSchiller. Sfortunatamente, però, il teatro fallì nel 1850. Rovinato dai debiti, lo scrittore fu costretto a vendere all'asta il suo castello e nel 1851, inseguito da più di 150 creditori, dovette riparare in Belgio. Fece quindi un viaggio attraverso l'Olanda e la Germania. Nel 1854, risolti i suoi problemi finanziari, ritornò a Parigi. Visitando le Eolie tenne un diario di viaggio in cui racconta di cinque giorni in barca insieme all'amico scrittore Jadin ed al cane Milord. [5]
Da giugno 1858 a marzo 1859 viaggiò in Russia, da San Pietroburgo sino al Caucaso. Le vicissitudini di questo viaggio vennero raccontate nel volume Le Caucase che lo scrittore pubblicò nel 1859 e nel quale dedicò molto spazio al conflitto russo-ceceno. Dumas fu amico e ammiratore di Giuseppe Garibaldi. Nel 1860 decise di realizzare Il grande viaggio di Ulisseed iniziò una crociera nel Mediterraneo; saputo però che Garibaldi era partito per la Spedizione dei mille, lo raggiunse per mare, fornendogli, con i soldi messi da parte per il suo viaggio, armi, munizioni e camicie rosse. Fu testimone oculare della Battaglia di Calatafimi, che descrisse ne I garibaldini, pubblicato nel 1861[6]. Era al fianco di Garibaldi il giorno dell'ingresso dell'Eroe a Napoli.
Fu poi nominato da questi "Direttore degli scavi e dei musei", carica che mantenne per tre anni (1861-1864) sino a quando, a causa dei malumori dei napoletani, che mal digerivano che uno straniero occupasse un tale incarico, preferì dimettersi e rientrare a Parigi. Nello stesso periodo Garibaldi lo incaricò di fondare il giornale garibaldino L'Indipendente che diresse. Il giornale continuerà ad essere stampato fino al 1876. Il curatore della parte italiana fu Eugenio Torelli Viollier futuro fondatore del Corriere della Sera. Scrisse anche la monumentale storia de I Borboni di Napoli.
Nel corso del suo soggiorno a Napoli, Dumas ebbe modo di conoscere bene la città e i suoi abitanti, che descrisse in modo mirabile in alcuni suoi libri quali Il Corricolo e La San-Felice, biografia romanzata di Luisa Sanfelice. Dal1865 al 1867 lo scrittore viaggiò attraverso l'Austria, l'Ungheria, l'Italia e la Germania. Nel settembre del 1870, dopo una malattia vascolare che lo lasciò semiparalizzato, si trasferì nella villa di suo figlio Alexandre (l'autore de La signora delle camelie) a Puys, vicino a Dieppe, dove morì il 5 dicembre.
Prima di morire nel 1870 iniziò a scrivere un ultimo grande romanzo, che, ambientato in età napoleonica, doveva chiudere il ciclo dei romanzi storici iniziato con La Regina Margot e I tre moschettieriIl cavaliere di Sainte-Hermine. I suoi resti sono stati trasferiti al Panthéon di Parigi nel 2002, senza rispettare le sue ultime volontà, ovvero di rientrare nella notte dell'avvenire nello stesso luogo dal quale sono uscito dalla vita del passatoin quell'affascinante cimitero (di Villers-Cotterêts) che ha più l'aria di un'aiuola fiorita dove fare giocare i bambini che di un posto per far dormire i cadaveri. I suoi scritti occupano 257 volumi a cui vanno aggiunti i 20 volumi delle sue memorie.

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